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INSTALLARE UNA COLONNINA
DI RICARICA:
GUIDA COMPLETA


Tutti i passaggi essenziali, dai requisiti tecnici ai benefici, per un’installazione efficiente e senza sorprese

Vuoi installare una colonnina di ricarica ma non sai da dove iniziare?

Non è solo una questione di collegare qualche cavo! Serve una pianificazione attenta, dalla scelta della potenza giusta alla verifica dell’impianto elettrico, fino alla gestione di permessi e incentivi fiscali.

Un’installazione ben fatta può ottimizzare i costi, migliorare l’efficienza e garantirti la massima sicurezza.

Scopri tutti i passaggi fondamentali e i vantaggi di avere un’infrastruttura di ricarica su misura per le tue esigenze!


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Normative e Requisiti per le Colonnine di Ricarica: Cosa Sapere Prima dell’Installazione

Installare una colonnina di ricarica non è solo una questione tecnica.

La normativa italiana ed europea impone regole precise per garantire sicurezza, efficienza e compatibilità con la rete elettrica.

Ogni ambiente ha le proprie esigenze e ogni contesto richiede attenzione a specifici requisiti.

Prima di procedere con l’installazione, è fondamentale conoscere le leggi in vigore, le possibilità di detrazione fiscale e le condizioni per rispettare le regole condominiali e aziendali.

Un impianto ben progettato non solo migliora l’esperienza di ricarica, ma evita anche problemi burocratici e tecnici.

Dove Installare una Colonnina di Ricarica

La posizione della colonnina è un aspetto cruciale, perché ne determina la praticità e la conformità alle normative. In ambito residenziale, può essere collocata all’interno di un garage privato o in uno spazio esterno protetto.

Se si tratta di un condominio, la legge permette ai singoli proprietari di installare una colonnina nel proprio posto auto senza bisogno dell’approvazione dell’assemblea, ma con l’obbligo di informare l’amministratore e rispettare le norme di sicurezza.

Se invece la colonnina deve essere posizionata in un’area comune, come il parcheggio condominiale, è necessario ottenere il consenso della maggioranza dei condomini tramite una delibera assembleare.

Per le aziende e gli edifici commerciali, la gestione è differente.

Le colonnine possono essere installate nei parcheggi aziendali per il solo utilizzo dei dipendenti o essere aperte al pubblico, richiedendo in questo caso un sistema di gestione dedicato.

La potenza disponibile deve essere adeguata, soprattutto se si prevede l’uso simultaneo di più punti di ricarica.

Nel caso di installazioni su suolo pubblico, è necessario ottenere un’apposita concessione dal Comune, che può integrare l’infrastruttura nei piani di sviluppo urbano.

Questo vale soprattutto per colonnine in aree strategiche come centri storici, parcheggi pubblici o zone commerciali.


Normative e Regolamenti Vigenti in Italia ed Europa

Le colonnine di ricarica devono rispettare una serie di regolamenti per garantire sicurezza, efficienza e compatibilità con la rete elettrica. A livello europeo, la Direttiva 2014/94/UE ha imposto agli Stati membri l’obbligo di sviluppare infrastrutture di ricarica standardizzate e accessibili, promuovendo una rete di ricarica uniforme e integrata.

In Italia, il Decreto Legislativo 257/2016 ha recepito questa direttiva, definendo le regole per l’installazione di colonnine private e pubbliche.

Particolare attenzione è stata data agli edifici di nuova costruzione e alle ristrutturazioni, che devono prevedere la predisposizione per la ricarica dei veicoli elettrici.

Dal punto di vista tecnico, la norma CEI 64-8 disciplina gli impianti elettrici per garantire la protezione dell’utente e dell’infrastruttura, mentre la norma IEC 61851 stabilisce gli standard per le modalità di ricarica e i livelli di potenza supportati, assicurando compatibilità con i connettori utilizzati in Italia.

Un aspetto fondamentale riguarda i condomini. La legge prevede che ogni nuovo edificio con più di dieci unità abitative, o sottoposto a ristrutturazione importante, debba essere predisposto per ospitare infrastrutture di ricarica.

Questo implica la realizzazione di spazi dedicati e un impianto elettrico dimensionato per gestire la potenza necessaria.

Queste normative non solo agevolano la diffusione della mobilità elettrica, ma garantiscono anche che le infrastrutture di ricarica siano sicure, efficienti e pronte a rispondere alla crescente domanda di energia per i veicoli elettrici.


Norma CEI 64-8, Sezione 722

La Norma CEI 64-8, nella sua Sezione 722, è il punto di riferimento per l'installazione delle infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici, sia in corrente alternata che in corrente continua.

Copre tutte le modalità di ricarica, dalle prese domestiche e industriali fino alle più avanzate stazioni di ricarica con connettori EV.

Al momento, la ricarica wireless non è ancora inclusa nella norma, così come lo studio sul trasferimento di energia dal veicolo alla rete è ancora in corso.

Inoltre, questa versione non prevede requisiti specifici per la ricarica delle biciclette elettriche, per le quali si applicano i requisiti generali della CEI 64-8.

Fattore di utilizzazione e di contemporaneità

La Sezione 722 richiede che ogni modalità di ricarica utilizzi circuiti dedicati separati dagli altri impianti elettrici.

Poiché ogni punto di connessione è usato alla sua corrente nominale, il fattore di utilizzazione del circuito finale deve essere pari a 1.

Analogamente, tutti i punti di connessione possono essere utilizzati simultaneamente, quindi il fattore di contemporaneità del circuito di distribuzione deve anch'esso essere pari a 1.

Tuttavia, se è presente un sistema di gestione dei carichi in grado di distribuire dinamicamente la potenza disponibile, la norma consente di ridurre questo valore.

Supponiamo, ade smepio, di usare un sistema con colonnine Tesla Wall Connector: il sistema può operare unenedo in un gruppo fino a 6 unità, adattando automaticamente la potenza disponibile in base al numero di veicoli collegati.

Immagina di avere un contatore da 20 kW e due auto in carica contemporaneamente: ciascuna colonnina erogherà fino a 10 kW, garantendo una gestione dell'energia sempre efficiente, ottimizzata e senza sprechi.

Protezione da sovracorrente e protezione differenziale

Ogni circuito di alimentazione deve essere protetto singolarmente con un interruttore magnetotermico per le sovracorrenti e un interruttore differenziale di almeno tipo A con soglia di intervento massima di 30 mA.

Questi dispositivi di protezione possono essere installati direttamente nelle stazioni di ricarica oppure in un quadro di distribuzione a monte.

La norma ammette la richiusura automatica degli interruttori differenziali, a patto che venga esclusa la richiusura su guasto.

Protezioni dalle correnti di guasto a terra continue

Tranne nei casi di ricarica tramite prese comuni (modo 1 e 2), la Sezione 722 impone misure di protezione contro i guasti a terra in corrente continua (se non già integrate nella stazione di ricarica).

Per ogni punto di ricarica è necessario adottare una delle seguenti protezioni:

  • Interruttori differenziali di tipo B, oppure
  • Interruttori differenziali di tipo A con un dispositivo che interrompe l’alimentazione in caso di corrente di guasto in continua superiore a 6 mA.

Protezione contro le sovratensioni di origine atmosferica o di manovra

Per prevenire danni al veicolo elettrico dovuti a sovratensioni, la Sezione 722 raccomanda che il circuito di alimentazione del punto di connessione sia protetto da un dispositivo limitatore di sovratensioni (SPD).

Grado di protezione e protezione dagli urti

Se il punto di connessione è installato all’aperto, l’apparecchiatura di ricarica deve garantire almeno un grado di protezione IP44, per difendersi dagli spruzzi d’acqua e dall’introduzione di piccoli oggetti.


Potenza Elettrica e Requisiti Tecnici

Prima di installare una colonnina di ricarica, è essenziale valutare la potenza elettrica disponibile e le caratteristiche tecniche dell’impianto.

Una corretta configurazione garantisce un funzionamento efficiente e sicuro, evitando problemi di sovraccarico o incompatibilità.

In ambito residenziale, una wallbox da 7,4 kW richiede generalmente un contratto di fornitura da almeno 6 kW, mentre le colonnine più potenti, da 11 kW o 22 kW, necessitano di un impianto trifase per gestire il carico in modo equilibrato.

Le installazioni aziendali o pubbliche richiedono potenze superiori.

Le colonnine in corrente continua (DC) possono raggiungere 50 kW, 150 kW o addirittura 350 kW nelle stazioni di ricarica ultra-rapide. In questi casi, la disponibilità di energia e la qualità dell’infrastruttura elettrica diventano elementi chiave per garantire prestazioni elevate.

Le colonnine di ultima generazione offrono anche funzionalità smart che migliorano la gestione della ricarica.

Tramite app dedicate, è possibile monitorare i consumi, impostare la ricarica in fasce orarie convenienti e controllare lo stato della batteria in tempo reale.

Alcuni modelli integrano il bilanciamento del carico, una funzione avanzata che distribuisce dinamicamente l’energia disponibile, evitando sovraccarichi e garantendo una ricarica efficiente senza interferire con gli altri consumi domestici o aziendali.

Una corretta valutazione della potenza e dei requisiti tecnici non solo ottimizza le prestazioni della colonnina, ma assicura anche un’installazione conforme alle normative e pronta a soddisfare le esigenze di mobilità elettrica del futuro.


Incentivi e Agevolazioni Fiscali

L’installazione di colonnine di ricarica rappresenta un investimento importante, ma grazie agli incentivi disponibili è possibile ridurre significativamente i costi.

Il governo e le regioni offrono diverse agevolazioni fiscali, rendendo l’adozione della mobilità elettrica più accessibile per privati, condomìni e aziende.

Ad esempio, nel 2024 il Bonus Colonnine permetteva di ottenere una detrazione fiscale del 50% sulle spese sostenute per l’acquisto e l’installazione di una colonnina privata, con un tetto massimo di 3.000 euro.

Per le aziende, erano previsti fondi regionali e nazionali in grado di coprire fino all’80% del costo di installazione per colonnine pubbliche o semi-pubbliche.

Per accedere a queste agevolazioni, è fondamentale che l’installazione sia eseguita da un tecnico abilitato e che tutte le spese siano documentate e pagate con metodi tracciabili.

Le normative sugli incentivi vengono aggiornate periodicamente, quindi è sempre consigliabile verificare la disponibilità di nuove agevolazioni prima di procedere con l’installazione.

Per rimanere aggiornati sui bandi attivi e sugli incentivi disponibili, è possibile consultare i seguenti siti ufficiali:

  • Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT): informazioni aggiornate sugli incentivi per le colonnine di ricarica domestiche.
  • Invitalia: l'Agenzia nazionale per lo sviluppo gestisce incentivi per imprese e professionisti, inclusi contributi per l’installazione di infrastrutture di ricarica.
  • Gestore dei Servizi Energetici (GSE): dettagli sulle agevolazioni per la ricarica dei veicoli elettrici, comprese misure come l'aumento gratuito della potenza delle utenze private durante le ore notturne e nei giorni festivi.
  • Portale ufficiale dei bandi della propria regione: ogni Regione offre bandi specifici per incentivare la mobilità elettrica, con contributi dedicati a privati e aziende.

Grazie a queste opportunità, investire in una colonnina di ricarica diventa più conveniente e sostenibile, contribuendo alla diffusione della mobilità elettrica e alla riduzione delle emissioni.







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